Un fuoristrada può essere di moda e trendy? Sì se è una Range Rover Evoque convertibile

IMG_4169[1] IMG_4600[1]Sfatiamo i pregiudizi provando un’auto con tetto apribile in inverno dal mare alla neve

Quando l’ho provata, diversi amici mi hanno chiesto: embè? Di primo acchito anch’io ero rimasto perplesso. Volevo guidare una nuova Land Rover, dopo avere potuto apprezzare la versatilità e il confort salottiero della Nuova Discovery 3000 diesel sei cilindri da 250 CV, sette posti a sedere comodi come in una gran turismo di lusso, con dotazioni eccellenti come i due grandi display touch autonomi sullo schienale dei sedili anteriori. Perché, una gran turismo, lo è a tutti gli effetti. Anche se è capace di affrontare il greto sassoso di un torrente come se fosse asfalto. Infatti, è anche una spaziosa crossover, con la capacità di superare guadi fino a 90 cm di profondità. E allora? Allora, quando mi hanno detto ‘vuoi provare una Range Rover Evoque?’, non mi sono fatto tante domande, e senza indugio ho detto subito di sì. Anche perché mi era sempre piaciuta. Con quello stile vintage che richiama la ‘vecchia’ Range Rover’, e la ripropone quasi in scala ridotta. Una macchina giovane, sicuramente sognata da tanti ragazzi, e soprattutto ragazze. Che è gradevole anche per le persone più ‘grandi’. E poi, serbo ancora il ricordo di quando, con a bordo il baracchino dei radioamatori, guidavo una Land Rover a passo corto per le strade delle Alpi orientali per le fare le prime radiocronache dei rally anche in notturna. Così, quando mi hanno affidato l’Evoque è stata una conferma. Anzi, direi: ‘di più’. Perché non era una ‘semplice’ Evoque: era la Convertibile HSE TD4. L’avevo vista girare per l’acrobatico percorso di prova che la Land Rover aveva allestito anche a Trieste, sulle rive della Stazione marittima, in occasione della Barcolana, la regata dalle duemila vele. Cevento, che era sponsorizzato proprio dalla casa inglese che produce anche le Jaguar. Ho riguardato le foto di quella giornata e ho avuto la conferma che mi avevano affidato proprio la stessa auto: arancio metallizzato, tetto nero, cerchi sportivi crossover da 20’ color nero opaco. Compatta, evidentemente robusta, giovane, grintosa, la linea davvero accattivante. Tanto che appena mi sono avviato per le strade della città attirava l’attenzione di grandi e piccini. Ho incontrato in un parcheggio alcuni ragazzi che hanno voluto fare un selfie, con l’Evoque. A già, scusatemi. Perché ero perplesso quando l’ho ritirata? Perché eravamo alle porte dell’inverno. E il fatto di dover girare con una cabrio mi creava qualche perplessità. Che però è stata fugata dal test drive. Ma cominciamo dall’inizio. Mi avvicino alla porta dal lato guida. Essendo una convertibile con il tetto semirigido che si ripiega nel bagagliaio, di porte ne ha due sole, ma ha quattro posti a sedere, comodi anche quelli posteriori. Tocco la maniglia, sbloccando automaticamente la sicura, senza dover schiacciare il pulsante sulla chiave elettronica. Salgo a bordo, e scopro che la luce di accesso della porta è molto ampia. Quindi l’ingresso è comodo. Un po’ meno per i posti posteriori, ma i due sedili anteriori si ripiegano in avanti liberando il varco necessario per salire a bordo anche dietro. Il posto di guida della Evoque Convertibile non mi stupisce per la sua completezza: mi aveva già abituato bene quello della Discovery. Comodità totale, sedili in pelle avvolgenti e confortevoli come una poltrona da salotto, volante con presa comoda e che contiene buona parte dei comandi dell’auto. Sulla sinistra del sedile, pulsanti ergonomici permettono di regolare la seduta in tutte le posizioni. I progettisti hanno considerato che se quest’auto la usa Lei, è molto probabile che la usi anche Lui. Così, sopra al maniglione della porta ci sono i pulsanti per memorizzare la posizione preferita da tre potenziali e diversi conducenti. E consentono di riportare rapidamente il sedile alla posizione preferita. Sul tunnel centrale, il semplicissimo e super intuitivo comando del cambio, brevetto Land Rover: un manopolone che ci consente di selezionare istantaneamente la funzione prescelta. Il cambio è automatico a nove marce. O manuale, con i comandi a paletta al volante. Ma ritorniamo alla realtà: siamo in inverno, con una convertibile… Già il nome ci è di conforto, perché sottintende che il tettuccio è semirigido. Così, prima di provare ad aprirlo faccio un giretto. Al tatto, il tettuccio conferma di essere molto isolante. E così è infatti. Dopo poche centinaia di metri l’abitacolo è bello caldo. Rumori? Si sentono un po’ di più che in un’auto con il tetto rigido soltanto in sosta, a motore spento, quando ci passa all’altezza dello spigolo posteriore un’auto rumorosa o una moto. In marcia, l’Evoque Convertibile è silenziosa. Proviamo a darle una tirata sull’asfalto e risponde con una buona ripresa. Un risultato importante, perché non vi ho ancora detto che la trazione è a quattro ruote motrici, con la ripartizione elettronica della potenza. Per ora siamo in pianura, e non ci resta che qualche rotonda extraurbana per avere un’altra conferma: l’assetto le consente di essere stabile e sicura sull’asfalto. Ma ci aspettano ancora molte sorprese: sul tunnel centrale ci sono i comandi di funzione. Semplici tastini che trasformano l’Evoque da una sorta di go-kart sportivo a un cross over capace di scegliere assetto, trazione, potenza, maneggevolezza, agilità. Per superare neve, ghiaccio, sabbia, salite e discese molto ripide, affrontare i guadi con un sistema di sensori e telecamere che ci avvertono quando la profondità potrebbe essere critica. In ogni caso, non vi bagnerete i piedi, perché è completamente stagna fino quasi ai finestrini. Facciamo un’altra prova: apriamo il tettuccio. La manovra si può fare in sicurezza fino a 50 km/h. Un tasto, e scendono i cristalli laterali, anteriori, e posteriori, perché sono elettrici e apribili anche a beneficio dei passeggeri, nonché i montanti dei cristalli. Poi, il tettuccio arretra, si solleva, si ripiega rapidamente e completamente nel bagagliaio. E compaiono le barre verticali posteriori, piccoli ma rassicuranti roll-bar di sicurezza. Poi, risalgono i cristalli anteriori e posteriori. Ormai non ci resta che partire. Freddo? Ma no: sole, e dieci gradi di temperatura esterna. Per sicurezza aumentiamo la velocità della ventola del riscaldamento, che è bizona, attiviamo il riscaldatore dei sedili e partiamo. Qui il limite è di 70 km/h. E fin qui non sentiamo la mancanza del tettuccio, né di un cappello di lana in testa. L’abitacolo è molto ben riparato dal parabrezza e dai cristalli laterali. Ai quali si aggiungono i poggiatesta avvolgenti. Esperimento superato. Ora proviamo ad accendere l’autoradio. Anche se ormai è un po’ retrò chiamarla così, visto che non è che una delle decine di funzioni del computer di bordo che compaiono sul grande display centrale. Si tratta di un bell’impianto potente, che ci consente di gustare la buona musica, anche dalle emittenti radio digitali o da eventuali accessori multimediali. Ora richiudiamo il tettuccio e ci gustiamo a fondo lo stereo. L’impianto è Meridian sound system da 380 W con 10 altoparlanti e subwoofer. E’ proprio un bel viaggiare. Con le ruote da 20’, la scocca alta e le sospensioni con una buona escursione, affrontiamo e superiamo qualsiasi imprevisto del fondo stradale, senza accorgercene, né farlo notare alla passeggera. Dopo tante prove, ci meritiamo un caffè. Siamo a Lignano e andiamo nel bar della musica giovane, il Central Park, dove si sono esibiti per esempio i chitarristi di Vasco, Rossi Stef Burns, e Maurizio Solieri. Il parcheggio è semplice, anche perché l’Evoque dispone delle telecamere avvolgenti che ci permettono di guardarci bene attorno all’auto. Con l’occasione, dò un’occhiata al bagagliaio. A causa del tettuccio apribile è limitato. Però un paio di trolley li contiene. E in fondo? Ecco una delle sorprese che Land Rover riserva per rendere esclusiva l’auto, o meglio il suo uso. Pensate: una cabrio con lo sportello apribile in fondo al bagagliaio per infilarvi gli sci. Un’auto con tetto apribile pensata anche per andare nella neve… Così, accettiamo la provocazione. Carichiamo gli sci e corriamo verso la prima strada innevata, magari bianca, che potremmo trovare. Un’ora di strada ci separa dal mare al grande piazzale del Piancavallo, sopra a Pordenone. Così testeremo la tenuta al freddo, la tenuta di strada, la versatilità dell’Evoque. Prima però un giretto nel pantano non ce lo leva nessuno. Sulle rive del Tagliamento, ci sono un paio di stradine di terra, anzi, di fango. Quel limo sul quale non ci si regge nemmeno in piedi. Vado? Non vado? Ma sì. Alla peggio chiamiamo un carro attrezzi approfittando dell’efficace assistenza del call center Land Rover, che fa arrivare il soccorso stradale ovunque in meno di mezzora. Memore delle lezioni della Parigi-Dakar, ma anche dei miei esperimenti da ragazzo sulle strade impantanate con le moto da regolarità, e in auto con le gomme improbabili di allora, metto la nostra Range Rover in movimento. Le gomme sono Cross country della Continental. Sarà, ma mi sembra di viaggiare sull’asciutto. Ecco una bella pozzanghera con lo stesso limo scuro sotto agli alberi. Lascio fare alla Evoque, senza rallentare. Anzi, accelero. Lei ha un piccolo accenno di sbandata, ma si ricompone subito e prende velocità. Missione compiuta. Allora dirigiamo verso l’autostrada. Proviamo a dare una sgasata al casello. Fa 0/100 in poco più di otto secondi. Saremmo tentati a provare la velocità massima, assicurata dai 177 CV: quella dichiarata è di 217 km/h. Ma la presenza di Tutor e Autovelox ci sconsiglia assieme alla prudenza per la sicurezza nostra e degli altri. Qui, viaggiando a velocità costante, i consumi sono nella norma. Sfatando un po’ i pregiudizi sui motori a benzina, sulla trazione integrale, sulle ruote importanti, sul peso che è di quasi 2400 kg. Certo, se schiacciamo un po’ troppo il serbatoio di quasi settanta litri di benzina si svuoterà più rapidamente. Ma come dice il detto, non è possibile avere ‘la botte piena e la…’ Molto comodi, nei trasferimenti, sono i sistemi di guida adattiva e il cruise control, facile da attivare e regolare. Che ci permettono di rilassarci in attesa della montagna. Ecco le prime rampe. L’Evoque sale agile, e riparte veloce dai tornanti. Ecco il primo biancore. Però, mi chiedo, non ho le gomme da neve, ma da misto, asfalto-fuoristrada. Il risultato è appagante, con l’aggiunta che queste gomme, sulla neve, hanno ancora più grip che sul fango. Perché la neve si infila nelle scanalature del battistrada e quindi, neve contro neve, la tenuta è eccellente. Così, l’elettronica dell’Evoque è chiamata in causa per una piccola parte del lavoro al quale è tenuta. O forse, è così evoluta che non me ne accorgo perché semplicemente asseconda la mia guida. Quassù fa un po’ freddo. Ci vuole una cioccolata calda alla pasticceria Cimon, magari con una fetta di torta al cioccolato. Anche la merenda è fatta. Ora scendo di nuovo in pianura, verso la Riviera Friulana. In discesa tutto come previsto: il sistema frenante è all’altezza anche in questa occasione e il cambio automatico è perfettamente in sintonia con lo stile di guida. Bene. Sapete che vi dico? Quasi quasi, quando avrò l’età per la patente, una Range Rover Convertibile come questa, me la compero.

Carlo Morandini

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