Bibione : Radiografia del turismo rivolto all’Alto Adriatico

per capire come accrescere l’interesse dei potenziali vacanzieri di lingua tedesca

Dall’Austria e dalla Germania scelgono ancora l’Adriatico: l’obiettivo è

fidelizzarli offrendo loro qualità e servizi
Ieri 21 marzo , a  Bibione, all’Hotel SAVOY che è stato la culla del rilancio della città balneare veneta, nel comune di San Michele al Tagliamento, con vocazione friulanofona , e che ha chiesto di passare al Friuli Venezia Giulia con un referendum popolare, un convegno organizzato dal consorzio turistico Bibione live e dal Comune ha permesso di conoscere i risultati di una indagine condotta tra cittadini austriaci e tedeschi sul loro gradimento per le località balneari adriatiche. L’indagine si chiama Bibione TOURISM SURVEY , ed è stata incentrata sulla percezione dei turisti germanofoni rispetto ai servizi, alla qualità, alle offerte adriatiche.

Alla presentazione dello studio è seguita una tavola rotonda con i rappresentanti delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, e degli albergatori bibionesi e lignanesi, nonché di Federalberghi del Veneto. Moderatore Isidoro Trovato, del Corriere della Sera, è stata l’occasione per il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia e assessore al Turismo, Sergio Bolzonello, nel rispondere alle domande del moderatore, per ribadire la sua contrarietà alla istituzione della tassa di soggiorno. Tuttavia, la regione FVG ha rispettato la scelta del Comune di Lignano Sabbiadoro di istituirla. Purchè gli introiti vengano destinati alla crescita dell’offerta e alla promozione turistica. Comunque, per il 2017 la tassa non potrà ancora essere applicata a Lignano, per il blocco posto dal Governo, già nel 2016, alla istituzione di nuove imposte.
In ogni caso, ha evidenziato Bolzonello, serve una linea  condivisa da tutti i territori di villeggiatura rispetto alla tassa di soggiorno. Ovvero, se si sceglie che sia applicata, lo debbono fare tutte le località. Inoltre, i proventi della tassa di soggiorno debbono essere destinati agli albergatori, che li debbono impiegare per migliorare i servizi e l’offerta.
E’ poi stata Francesca ZAGHIS, presidente del consorzio Lignano Holiday, a rispondere alle domande del moderatore. Ma la ZAGHIS si è spinta oltre, esortando i lignanesi ad accettare la sfida di poter offrire qualità a un più ampio bacino d’utenza, quale sarebbe quello creato dalla unificazione della promozione, comune a tutte le località adriatiche

In quest’azione di promozione, come ha ricordato la ZAGHIS Bibione parte avvantaggiata, perché si tratta di una città più ‘giovane’ rispetto a Lignano. E per gran parte, le sue strutture ricettive sono più recenti. Quindi, il livello dell’offerta è più vicino alle attuali esigenze dei turisti.

Secondo Marco Michelli, oggi sulle nostre spiagge della costa adriatica non arrivano più i turisti tedeschi della Germania del Nord perché per venire da noi debbono trascorrere troppe ore di viaggio in auto e  perché non ci sono i mezzi di trasporto veloci per arrivarci.

Sempre secondo Michelli, in 3 ore di volo i turisti tedeschi possono andare da Francoforte a Marbella, senza lo stress di dover guidare a lungo. Un altro problema con il quale si deve scontrare chi sceglie le nostre località è la mancanza di una rete di trasporti fino alla meta convenienti e puntuali.

Ed è vero.
Tale servizio, ha specificato, in Italia o è inservibile o non c’è o è costoso.
L’italia soffre di questo problema. All’uscita dagli aeroporti non ci sempre i sono servizi attesi: taxi, bus, noleggi. Spesso i turisti spendono molto di più per andare dagli aeroporti alle destinazioni di vacanza, che per viaggiare in aereo anche da lunghe distanze. Anche se il tragitto da percorrere sulle ruote è breve. E la digitalizzazione della nostra società, stimola il desiderio di viaggiare.

Ma com’è stato evidenziato, la nostra realtà non è ancora pronta a ricevere questo tipo di turismo.

Che, come ha detto Bolzonello, è attirato dall’eccellenza. L’obiettivo che il sistema turistico si deve porre per crescere è dunque quello di perseguire la qualità. Ma a nulla serve, ha concluso Bolzonello, se l’area considerata e destinata al turismo, che è un settore da considerare come un grande distretto industriale, non dispone della rete di infrastrutture di accesso e viarie adeguate a un turismo in movimento. Che ama andare alla scoperta di novità. Ma ha poco tempo da perdere negli spostamenti.

Questa, dunque, è la vera sfida per far crescere il turismo adriatico: puntare a una rete logistica efficiente e moderna, che permetta ai turisti di arrivare rapidamente nelle nostre destinazioni. E a costi adeguati.

Ida Donati

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