Il Molino e il suo ristorante

La Famiglia Del Negro del ristorante Al Molino di Glaunicco Ud

La Famiglia Del Negro del ristorante Al Molino di Glaunicco Ud

Un accogliente e raffinato ristorante, ma anche un affascinante e storico mulino ad acqua del 1600, che prende la sua energia dal fiume Varmo.Il Ristorante Al Molino, situato a Glaunicco di Camino al Tagliamento, a dieci minuti da Codroipo, è circondato da un parco che Gino Del Negro ha recuperato bonificando un’area destinata a essere sommersa dall’acqua delle risorgive,tipiche di questa zona.La famiglia Del Negro il cui capostipite, con il suo forte legame alla Terra che solo
certe persone possiedono, ha scelto questo angolo di relax e pace come dimora, sfidando la fatica e con la passione che chi fa questo mestiere conosce bene, accoglie i numerosi clienti con grande professionalità e calore.

IMG_1426La moglie, la signora Elda, ci racconta della storia di questo mulino abbandonato, com’è abitudine fare con le cose che non servono più,  al quale il Patriota italiano Ippolito Nievo dedicò numerosi versi nella sua novella ‘Il Varmo’.  La famiglia Del Negro ha voluto fortemente restaurare il Molino, che funziona tutt’ora, e aprire un ristorante in quest’oasi naturale della campagna friulana Varmese.
Trent’anni fa, i Del Negro lasciarono un’attività ben avviata in quel di Tarvisio, località natale di Elda. Della quale, la moglie di Gino Del Negro ricorda con un po’ di commozione la bellezza delle montagne, e non  ha del tutto cancellato l’accento della Val Canale.
I Del Negro hanno trovato sulle rive del Varmo l’ambiente giusto per sviluppare la personalità spiccata di Gino.Che ha saputo trasmettere anche alle figlie
Il Molino è ormai un punto di riferimento nella Riviera friulana, e accoglie spesso anche personaggi famosi e vip. Come il cantante Zucchero (recatosi a cena a Glaunicco dopo il concerto tenuto alla Villa Manin ). E sa assecondare una qualificata clientela, anche organizzando serate degustazione accompagnate, per esempio, dalla musica, com’è accaduto nell’incontro con la lirica con la soprano Scaini, originaria della zona. E che per il suo legame con queste terre, spesso allieta i fortunati presenti al Molino con la sua voce, mentre ci pensa la cucina, nella quale è ora impegnato lo chef rivierasco Martino Vizzon, a preparare cibi a tema, legati alle abitudini dei compositori, come Puccini.

Il baccalà mantecato del Ristorante Al Molino

Il baccalà mantecato del Ristorante Al Molino

Accediamo al fabbricato, che alle spalle è caratterizzato dal grande mulino funzionante, ed entriamo nella saletta più accogliente, con il caminetto acceso perché, anche se siamoarrivati ad aprile, la sera ancora fa freddino. Il legno e i sassi qui predominano nell’arredamento rustico e allo stesso tempo raffinato. Si intravvedono dalle finestre le

pale  del vecchio mulino, al momento immobili perchè aspettano l’acqua più abbondante per ricavare energia pulita. Acqua corrente, che scorre nel piccolo fiume Varmo, che da secoli costeggia il muro perimetrale del ristorante, e rompe con dolcezza la quiete di questa serata fresca  primaverile La simpatica cameriera ci porta il saluto della cucina: baccalà mantecato e piccolo frico.Vino della casa o vino al calice, ampia scelta tra rossi bianchi del vigneto regionale e non solo, ma scegliamo un Cabernet Sauvignon de Lis Neris, che male non sta con il bis di primi che il cuoco ci prepara: gnocchetti al sugo di cinghiale e risottino alle erbe di campo .
Cibi selezionati da materie prime scelte con cura, comeanche nel secondo, cioè il petto d’anatra all’arancia e coriandolo, con le verdure cotte di stagione. Naturalmente, il cuoco ci è familiare,  perché si tratta di Martino Vizzon, conosciuto per la sua professionalità, Cuoco dell’anno 2008/2009, e che qui ha trovato l’energia giusta per esercitare la sua bravura. L’Acqua, uno dei  quattro elementi fondamentale per la nostra sopravvivenza, qui non manca. Si può rinunciare ai dolci fatti in casa da chef di tale spessore?Non si può. E vi dico di non perdere l’ occasione e di venire ad assaggiarli: tris di dolci- crema  catalana, crostata con marmellata di

ciliegie fatta in casa, mousse di cioccolato bianco. Un consiglio: meglio arrivare con la luce del sole cosi da non perdere la possibilità di compiere una suggestiva e rilassante camminata  nel parco, attorno all’ antico Molino. Se volete, magari portatevi dietro anche la novella de ‘ Il Varmo’, che Nievo dedicò  al vecchio mulino nel lontano 1800, in tempi di miseria economica, ma non spirituale.In quel tempo il mulino era non possedeva certo l’aspetto ridente del Ristorante Al Molino. Questo risultato è la testimonianza della tenacia e della perseveranza delle persone che vi sono passate, e in particolare della Famiglia Del Negro, che oggi vive proprio qui.Sentirsi coccolati come a casa, gustando buoni cibi accompagnati da ottimi vini, è il connubio al quale tutti i ristoratori aspirano a trasmettere ai loro commensali .Qui al Molino di Glaunicco sicuramente ci riescono. Www.almolino.com

Ida Donati

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